La Smorfia: un must che non passa mai

È difficile cercare di descrivere, usando poche parole, la smorfia napoletana. Potremmo dire che si tratta di un libro, contenente numeri da giocare al Lotto e che derivano da interpretazioni di sogni o avvenimenti della realtà quotidiana. Ma sembrerebbe quasi riduttivo. A Napoli la smorfia è oramai una vera e propria filosofia di vita. Non si conosce l’esatta origine di questa tendenza che potremmo definire quasi popolare, tuttavia sono in molti a ipotizzare un legame con la cabala ebraica (Qàbbalah) e l’uso che essa fa dei numeri associati a nomi o oggetti. Altri, invece, attribuiscono tale usanza al famoso matematico Pitagora, lasciando cosi vivo il legame tra la smorfia e l’antica Grecia come sottolineato dallo stesso termine, “smorfia” che richiama Morfeo, dio del sonno. Sebbene le sue origini, quindi, continuino a rimanere avvolte nel mistero, la pratica di interpretare sogni o segni della realtà, e associare poi ad esso un numero ben preciso, si è radicata profondamente nella tradizione popolare italiana e in particolar modo in quella della città di Napoli, sebbene il gioco del lotto siano nato in realtà a Genova nel 1539 per approdare poi nella città napoletana solo 150 anni dopo. Ad ogni numero viene associato un azione o un avvenimento, e viceversa, e nella tradizione napoletana persino i santi o grandi campioni, come Diego Armando Maradona hanno un numero: 8 è il numero della Madonna, 10 quello di Maradona. L’inconscio, il mistero, la tradizione, l’irrazionalità del sogno. Tutto questo e molto più è la smorfia napoletana. Negli ultimi anni poi ad essa è stata affiancata quella che viene definita nel gergo “smorfia moderna”, ovvero una raccolta di tutte le smorfie (non solo quella legata alla città di Napoli), al fine di avere un ventaglio di interpretazioni maggiore e quindi maggiore probabilità di aver fortuna. Perché questo è il gran motore di tutto: la fortuna e il sogno di poter rivoluzionare la propria condizione economica e sociale.

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