Filippo Sugar e SIAE: un nuovo presidente e un nuovo stile

Filippo Sugar, 43 anni. La sua, è una di quelle storie familiari difficili da dimenticare. Una di quelle che segnano un intero destino e che affonda le sue radici nell’intuizione del nonno, Ladislao Sugar, che inizia l’impresa di famiglia partendo dalla pubblicazione di spartiti e libretti delle operette più famose all’epoca per poi abbracciare la grande musica italiana del tempo. Indubbiamente, Filippo Sugar è il più giovane presidente che Siae, Società Italiana degli Autori e degli Editori, abbia visto negli ultimi cento anni, ma, per certo, si può dire che sia un veterano del settore musicale ed editoriale grazie alla sua esperienza lavorativa maturata nell’impresa di famiglia.
E non è l’unica eredità che Filippo Sugar raccoglie. Riflettendo attentamente, non può sfuggire il fatto che Siae, nata nel 1882 a Milano, raccoglie nel suo primo Consiglio Direttivo personalità di spessore quali Giuseppe Verdi, Giosuè Carducci, Francesco De Sanctis, Edmondo De Amicis.
Dalle parole del nuovo Presidente della Siae traspare il desiderio di rispondere all’obiettivo che la società ha fin dal suo esordio: tutelare la proprietà letteraria ed artistica. Non in senso meramente protezionistico, bensì dentro un ambiente che vuole riconoscere la grande ricchezza che la creatività italiana (ma anche europea) costituisce.
Sugar vuole, dunque, una Siae forte, capace di ottemperare alle proprie responsabilità nei confronti di autori ed editori, stando dentro un mondo in continua e veloce evoluzione.
I prossimi anni saranno decisivi e pieni di riforme volte a raggiungere gli obiettivi che il Presidente si è fissato. D’altronde questo è uno stile che contraddistingue Filippo Sugar fin dai suoi esordi nella società di famiglia: i primi quattro anni di carriera – a 22 anni è alla guida delle Messaggerie Musicali, a 26 anni CEO del gruppo Sugar – bastano a Filippo per rivedere in toto l’azienda, partendo da una rivoluzione che riguarda i due negozi di Milano e Roma che diventano megastore multimediali e che rappresentano anche, ma non solo, nuovi modi di acquisto attraverso le Messaggerie Digitali, prima piattaforma italiana di distribuzione legale della musica on-line.
Le parole “distribuzione legale” sono l’asse portante di chi, come Siae, si mette dalla parte di chi crea. Il nuovo mondo digitale, infatti, se fuori controllo, lede i diritti di molti e sottrae ricchezza ad autori ed editori. Questo è un aspetto che Filippo Sugar ha a cuore. Il talento non va solo remunerato, ma soprattutto va rispettato.
Nel mondo, ma non del mondo. Sembra questo un motto che ben si adatta al nuovo Presidente di Siae che non sta al gioco di chi vuole imporsi in un mercato troppo concentrato in poche grandi entità, ma al tempo stesso raccoglie la sfida che il nuovo panorama, anche digitale, può esprimere in termini di crescita dei propri autori e di ricerca di nuovi talenti.

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